1- Non serve
2- Incrementa i rifiuti
3- Genera la necessità
    di nuove discariche

4- Non conviene
5- Fa Male
6- E' dannoso ai bambini
7- Lo paghiamo noi
8- E' Vecchio
9- Non crea occupazione
10- E' ingordo
Inizio

10 RAGIONI CONTRO L’INCENERIMENTO

1) NON SERVE

Perché bisogna ridurre i rifiuti prodotti,  mediante il minor uso degli imballaggi, con il compostaggio dell’umido e con la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio dei materiali. I materiali riciclabili sono l'85% del totale dei rifiuti prodotti. Perché incenerirli se sono una risorsa? Per il 15% di rifiuti restante è assolutamente antieconomico costruire inceneritori ed è comunque preferibile il trattamento biologico ( MTB).

 

 

 

2) INCREMENTA I RIFIUTI

Incenerire significa vanificare la raccolta differenziata dei materiali (carta, plastica, legno) per il riciclaggio. O si brucia o si ricicla. Brescia ha incrementato la produzione dei rifiuti procapite a circa il doppio della media nazionale ( vedi”Osservatorio dei Rifiuti della Provincia di Brescia”), ed ha aumentato le malattie.

 

 

 

3) GENERA LA NECESSITA’ DI ALTRE DISCARICHE

Per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, un terzo diventa cenere che, come rifiuto tossico, ha bisogno di discariche  più costose di quelle usate per i rifiuti comuni. E le pericolosissime “ceneri di camino” è necessario spedirle in Germania ( anche da Brescia! ), nelle miniere di salgemma.

 

 

 

4) NON CONVIENE

L’energia ricavata dalla combustione dei materiali riciclabili è molto inferiore a quella risparmiabile con il loro recupero. Inoltre 1 kWh ottenuto da termovalorizzazione produce quasi il doppio di gas serra (equiv CO2) rispetto ai combustibili fossili. IL costo per produrre 1KWh mediante incenerimento è tra i più elevati tra tutte le possibili fonti energetiche. Un inceneritore enorme come quello di Brescia (800.000 t/anno) ha una potenza pari ad un decimo di una normale centrale turbogas, mentre costa molto di più ed ha una resa energetica molto inferiore (20% contro55% ). Inoltre l ‘UE stabilisce che i prodotti agricoli nel raggio di 15 Km dall’inceneritore non possono avere il marchio Dop o Doc.

 

 

 

 

5) FA MALE

Durante la combustione dei rifiuti si liberano nell’aria diossine e furani, metalli pesanti, particolato, ecc. Ad esempio Brescia ha l’aria più inquinata della Lombardia da PM10 e i bresciani hanno già nel sangue una contaminazione da diossine superiore agli abitanti di Severo (fonte ASL Mantova).Anche i decantati “termovalorizzatori”di ultima generazione, se da un lato diminuiscono la concentrazione di diossina per metro cubo di fumi, dall’altra ne emettono più metri cubi, con risultato finale peggiorativo. Inoltre la legge italiana si accontenta di un solo rilevamento all’anno delle emissioni di diossina. Infine gli inceneritori producono pericolosissime “nano particelle” inorganiche potenzialmente cancerogene, tuttora non filtrabili con alcuna tecnologia, che penetrano direttamente nel sangue e si depositano negli organi. In una comunicazione dell’ARPA Piemonte (del 30/11/2007) sono stati riportati 10 studi su diverse aree italiane sede di inceneritori: in tutti si dimostra l’aumento di tumori ed altre patologie.

 

 

 

6) E’ DANNOSO AI BAMBINI

Uno studio realizzato già nel 2004 nella regione Rhone-Alpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: + 20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51% malformazione dei reni. Nel dicembre 2007 la diossina trovata in alcune partite di latte bresciano, destinato alla centrale del latte, ha costretto a distruggerlo.

 

 

 

7) LO PAGHIAMO NOI

Costruirlo costa più di 300 milioni di Euro (circa 600 miliardi di Lire). Fa guadagnare solo chi lo gestisce che usufruisce delle sovvenzioni dello Stato perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo Cip 6, destinato alle fonti “energetiche rinnovabili”, che paghiamo noi con il 7% della bolletta elettrica: senza questo incentivo l’incenerimento non presenterebbe alcun vantaggio economico. Per questa sovvenzione l’Italia è stata condannata dalla UE perché l’incenerimento dei rifiuti non può essere assimilato alle fonti rinnovabili (sole, acqua, vento, ecc.).

 

 

 

8) E’ VECCHIO

L’inceneritore è un’invenzione di quarant’anni fa. Le prime nazioni ad adottarli, li stanno dismettendo. Ora ci sono dei sistemi di Trattamento Biologico “a freddo” senza incenerimento, già attivi in diverse realtà europee, che oltre a non produrre nanopolveri, costano meno. Nello stato di New York da oltre 20 anni non si costruiscono più inceneritori.

 

 

 

9) NON CREA OCCUPAZIONE

La scelta della tecnologia dell’incenerimento fa perdere posti di lavoro rispetto alla raccolta differenziata “porta porta” ed al successivo riutilizzo dei materiali recuperati. Inoltre danneggia fortemente l’economia agricola, avvelenando i prodotti coltivati nelle aree limitrofe.

 

 

 

10)E’ INGORDO

Per far funzionare l’inceneritore, non solo bisogna aumentare la produzione dei rifiuti da bruciare, scoraggiando la raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo dei materiali, ma, dato che più l’impianto è grande e più crea profitto al gestore, si incoraggia l’importazione dei rifiuti, ”regalando“alla popolazione sempre più fumi e scorie.