Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-06261
presentata da
MARCO LION
lunedì 4 febbraio 2008 nella seduta n.274
LION. -
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:
l'ENEL risulta proprietaria di una Centrale elettrica situata sul territorio
del Comune di Laino Borgo (Cosenza), nota come Centrale del Mercure (dal nome
dell'omonimo fiume sulle cui rive si trova), costruita a metà degli anni
sessanta e all'epoca operante con due unità, alimentate dapprima a lignite e
poi a olio combustibile, ciascuna della potenza di 75 MW elettrici;
una sezione della Centrale fu disattivata e dichiarata dismessa dal Ministero
dell'industria e all'Ufficio Tecnico Imposta di Fabbricazione di Catanzaro nel
1993, mentre l'altra è stata posta in stato di arresto, con cessazione del
servizio dal 1997, quindi da oltre dieci anni;
il 15 novembre 1993 è stato istituito il Parco Nazionale del Pollino, a cavallo
tra Calabria e Basilicata, comprendente il sito dove sorge
nel 1998 e nel 2000, rispettivamente, venivano individuate, in zona limitrofa a
quella dove sorge
il 25 settembre 2001, ENEL Produzione ha presentato domanda, al Presidente
della giunta Provinciale della Provincia di Cosenza, di riattivazione della
sezione 2 della Centrale del Mercure, con utilizzo di rifiuti non pericolosi
(biomasse), per una potenza elettrica lorda dichiarata di ben 41 MW (35 MW
netti);
la quantità di biomassa necessaria ad alimentare una centrale così grande, tra
le più grandi d'Italia, è stimata nell'ordine delle 400.000 tonnellate/anno,
quantità assolutamente non reperibile né in loco né per un amplissimo raggio
dalla centrale;
contro il progetto di riconversione, è nata una fortissima opposizione che ha
visto la mobilitazione delle popolazioni locali, di Sindaci della Valle del
Mercure, in primo luogo quelli i cui territori sarebbero più direttamente
interessati dall'impatto ambientale determinato dalla centrale, nonché da
Associazioni e Comitati locali e nazionali;
alla base di questa unanime opposizione c'è non soltanto una preoccupazione per
l'impatto ambientale ma anche per la salute e per lo sviluppo occupazionale
dell'intera area;
l'area del Parco del Pollino ove sorge
anche
uno studio del professor ingegner Paolo Rabitti e del dottor Felice Casson,
commissionato da alcune Amministrazioni locali e dall'Ente Parco Nazionale del
Pollino, avrebbe evidenziato gravissime carenze progettuali, sia dal punto di
vista tecnico che autorizzativo, nonché la pratica impossibilità di reperire in
loco la biomassa necessaria ad alimentare
la regione Basilicata è stata fino ad oggi esclusa del tutto dalla
partecipazione a qualsiasi tipo di valutazione ambientale, malgrado delimiti,
con il suo territorio, tre dei quattro lati dell'area su cui sorge
malgrado
proprio al riguardo dell'inquinamento dell'aria, l'ENEL si è resa anche
responsabile, nel progetto presentato, di quella che all'interrogante appare
evidente alterazione della realtà, sostenendo il miglioramento della qualità
dell'aria con la messa in funzione della Centrale a biomasse, rispetto alla
stessa alimentata ad olio combustibile, senza puntualizzare che
anche l'approvvigionamento idrico della Centrale avviene attraverso il prelievo
di acque del fiume Mercure nel tratto in cui il fiume stesso scorre sempre in
territorio lucano;
di recente, in data 27 giugno
in ragione della particolarità ambientale del territorio di cui trattasi e
delle caratteristiche di notevole importanza della centrale che si vorrebbe
costruire, certamente impattante per l'ambiente ed il tessuto agroalimentare e
paesaggistico, apparirebbe necessario che anche a motivo della sua collocazione
geografica nonché del più che palese coinvolgimento geografico ed ambientale di
entrambe le regioni, Calabria e Basilicata,
come stabilito anche dal Ministero dell'ambiente, se nel sito interessato
ricadono habitat naturali e specie prioritari, l'intervento può essere
realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza
pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l'ambiente, oppure, previo
parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante
interesse pubblico (decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 2003,
articolo 6, comma 10). In tutti gli altri casi (motivi di interesse privato o
pubblico non rilevante), si esclude l'approvazione -:
se non ritenga necessario intervenire per sottoporre a Valutazione di Impatto
Ambientale (VIA) Nazionale il progetto relativo alla riconversione a biomasse
della Centrale ENEL della Valle del Mercure;
quali urgenti iniziative si intendano adottare a tutela della salute e dello
sviluppo economico ed occupazionale delle popolazioni della Valle del Mercure
nonché dell'ambiente e delle specie protette del Parco del Pollino che
avrebbero, dall'entrata in esercizio della Centrale del Mercure, gravissimo
danno. (4-06261)