Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-06288
presentata da
GRAZIA FRANCESCATO
martedì 19 febbraio 2008 nella seduta n.275
FRANCESCATO, BONELLI e CAMILLO PIAZZA. -
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:
l'ENEL, in data 25 settembre 2001, presentava richiesta all'Amministrazione
Provinciale di Cosenza di riattivazione della sezione 2 della Centrale del
Mercure, sita nel territorio del Comune di Laino
Borgo (Cosenza), all'interno del Parco Nazionale del Pollino;
tale Centrale è costituita da 2 sezioni, una disattivata e completamente
dimessa fin dal 1993 e la seconda, la sezione 2, inattiva dal 1997;
oltre ad essere in area protetta, quale è quella del Parco Nazionale del
Pollino, il sito dove sorge la Centrale è immediatamente limitrofo a zone di
particolare pregio ambientale di interesse comunitario (SIC e ZPS), a motivo
delle specie animali e vegetali che ivi si trovano e che dall'entrata in
funzione della Centrale avrebbero certamente grave nocumento;
la riattivazione della sezione 2 della Centrale dovrebbe avvenire attraverso la
riconversione a biomasse della stessa;
la potenza netta prevista per la Centrale è di 35 MW (41 MW lordi), una
delle più grandi d'Italia, con una quantità di biomassa
necessaria al suo funzionamento stimata nell'ordine di 400.000 tonnellate/anno;
avverso tale progetto è sorta una forte opposizione che ha visto la
mobilitazione delle popolazioni locali, di diverse Amministrazioni della Valle
del Mercure e di Associazioni Ambientaliste locali e nazionali;
tale opposizione è motivata non soltanto dall'impatto ambientale che l'entrata
in funzione della Centrale determinerebbe, ma anche dai rischi per la salute
per le popolazioni residenti, accentuati dalla particolare orografia del valle,
che determina una prolungata persistenza dei fumi in un ambito ristretto;
un altro, importante, motivo di opposizione è rappresentato dal negativo
impatto occupazionale che la Centrale determinerebbe su un'area che ha nel
turismo e in iniziative imprenditoriali artigiane il punto di forza economico
(sono, ad esempio, ben 6 le cooperative che operano sul fiume Mercure-Lao nell'ambito dell'escursionismo sportivo e del rafting, accogliendo annualmente circa 20.000 turisti);
della vicenda si è già più volte occupata anche la Magistratura, in seguito a
sollecitazioni ed esposti, adottando ripetuti provvedimenti di sequestro di
aree relative al sito della Centrale, dove sono stati rinvenuti rifiuti tossici
illegalmente smaltiti e alterazioni dei luoghi che hanno fatto avanzare ipotesi
di reato di disastro ambientale;
uno studio indipendente sulla Centrale, affidato da alcune Amministrazioni di
Comuni della Valle del Mercure e dall'Ente Parco Nazionale del Pollino al Prof. Ing. Paolo
Rabitti e al dott. Felice Casson
ha messo in evidenza gravissime carenze sia dal punto di vista tecnico che
dell'iter amministrativo, oltre ad evidenziare la pratica impossibilità di
alimentare la Centrale con biomassa reperita in loco
e la presenza nell'area di specie protette, come la lontra, che dall'entrata in
funzione della Centrale avrebbero grave danno, fino al rischio di estinzione;
la regione Basilicata, il cui territorio circonda quasi completamente il sito
dove è posta la Centrale ENEL non è stata assolutamente coinvolta, come per
altro previsto dalle vigenti normative, nell'iter autorizzativo;
sempre sotto l'aspetto legale, la Centrale del Mercure è stata fatta oggetto di
una denuncia alla Comunità Europea nel luglio 2005, rispetto alla quale la
Commissione Europea per le petizioni ha richiesto più volte informazioni
all'Italia, ricevendone riscontri non esaustivi, che ancora perciò non
permettono una definizione della vicenda, e dunque una decisione della
Commissione Europea;
le evidenti incongruità ambientali, giuridiche e amministrative presentate
dalla vicenda hanno dato spunto a numerosi servizi giornalistici di denuncia
dei «media» nazionali (L'Espresso, il Manifesto, Liberazione, Ambiente Italia -
settimanale del TG3), oltre a numerosissimi interventi di stampa e televisioni
locali;
il patrimonio boschivo della Regione Calabria ha di recente subito, a motivo
degli incendi della scorsa estate, un danno gravissimo e che nel solo Parco
Nazionale del Pollino sono stati ben 6.000 (seimila) gli ettari di bosco andati
distrutti;
ancor prima di questi ultimi avvenimenti l'Assessorato regionale
all'Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione
Calabria nel Piano Triennale «Programma Autosostenibile
Di Sviluppo Nel Settore Forestale Regionale», a pag. 44, affermava che «In
regione Calabria sono stati realizzati in 4 siti diversi 5 impianti di
produzione di EE con biomasse forestali e agricole.
La potenzialità di assorbimento di tali impianti è di
il 27 giugno
è notizia di questi giorni, è stato siglato uno specifico accordo tra il
Ministero dell'Ambiente e vari soggetti, tra cui il Parco Nazionale del Pollino
e la Regione Calabria, per la tutela della Lontra nelle regioni dell'Italia
centro-meridionale;
la valle del fiume Mercure-Lao è una zona dove la
lontra vive, per come comunemente è noto e per come è stato documentato da
studi pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali e che, di
conseguenza, le attività della Centrale, a iniziare dal prelievo delle acque
del fiume Mercure e dalla reimmissione delle acque di
risulta della Centrale nel medesimo fiume, determinerebbero inevitabilmente un
impatto assolutamente devastante nei confronti dell'habitat della lontra -
protetto da convenzioni internazionali, oltre che da rigide leggi italiane - ma
anche di altre specie animali e vegetali, in aggiunta ai ricordati rischi per
la salute delle popolazioni residenti e ai danni per l'economia dell'intera
area;
si ha notizia di una imminente Conferenza dei Servizi, convocata dall'Ente
Provincia di Cosenza per autorizzare il completamento dei lavori e la messa in
funzione della Centrale del Mercure -:
quali iniziative intenda adottare, con la necessaria e massima urgenza per
scongiurare i gravissimi rischi connessi alla iniziativa illustrata e difendere
l'ambiente prezioso e unico del Parco Nazionale del Pollino, nonché i diritti e
le legittime aspirazioni delle popolazioni che lì abitano.(4-06288)